centro raccolta cento materie

Compagine sociale
Organigramma
La Vision e la Mission
L’azienda in numeri

Compagine sociale

CRCM Srl nasce su precisa volontà di aziende locali, pubbliche e/o private, gestori del servizio di raccolta e/o proprietari di impianto di trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti, per garantire un efficace ed efficiente sistema di gestione dei rifiuti speciali, principalmente derivanti dalle attività produttive del territorio servito. Per questo i soci di CRCM Srl non solo hanno apportato capitali e capacità imprenditoriale ma anche – e soprattutto – il know how necessario a gestire con competenza questa sfida ambientale e per garantire la gestione sostenibile dell’intero ciclo dei rifiuti.

Sono soci di CRCM Srl:

Composizione capitale-sociale

 

L’Assemblea dei soci designa periodicamente la composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Sindaci Revisori, attualmente così rappresentati:

  • Presidente Consiglio di Amministrazione / AD: Mauro Moretti
  • Vice presidente Consiglio di Amministrazione: Giacomo Erci
  • Consigliere di Amministrazione: Emanuele Rappa
  • Sindaco revisore unico: Luciano Moretti

Partecipazioni societarie

Nel rispetto della vision aziendale e nell’ambito del progetto imprenditoriale alla base della propria mission, CRCM Srl partecipa al capitale sociale di alcune organizzazioni e soggetti del territorio, al fine di rafforzare le sinergie e le opportunità del “fare rete”, detenendo quote di:

Organigramma

La struttura gestionale dell’azienda è improntata ad un modello organizzativo ormai collaudato e funzionale alle esigenze operative, le cui procedure rispettano gli standard previsti dalle normative ISO 9001 e ISO 14001. Le risorse umane impiegate riguardano sia lavoratori dipendenti (con CCNL di categoria) sia consulenti e collaboratori esterni, in un’ottica organizzativa ed un mansionario multifunzione.

ORGANIGRAMMA

La Vision e la Mission

Comunemente, quando si parla di rifiuti da raccogliere, da trattare, da smaltire, si sottintende sempre nel linguaggio comune gli RSU (Rifiuti Solidi Urbani), e tutta la letteratura che su questa materia si esercita, concentra unicamente su questi la discussione sulle soluzioni per ridurne la produzione, migliorarne la raccolta ed incrementarne i sistemi di trattamento e smaltimento. In realtà, a fianco di questa montagna di rifiuti urbani, che in Toscana ammonta a circa 2.500.000 tonnellate l’anno, ne crescono addirittura altre tre delle stesse dimensioni, per un totale di circa 7.500.000 tonnellate l’anno, di rifiuti speciali (RS), e rifiuti speciali pericolosi (RSP), cioè tutti quei rifiuti che le aziende che producono beni o servizi, si trovano alla fine della loro filiera produttiva. Mentre della montagna di RSU, si fa un gran parlare, senza tuttavia riuscire a creare soluzioni complessive sufficienti a garantire l’autosufficienza della nostra regione, anche se richiesta dalla normativa vigente, sulle altre tre montagne siamo di fronte ad un silenzio totale, visto che la norma invece per questa tipologia di rifiuti non prevede alcuna autosufficienza a livello territoriale, e soprattutto siamo in assenza di soluzioni complessive che prevedano una gestione ottimale di questo ciclo all’interno della nostra regione, in condizioni di rispetto del principio di prossimità e dell’ambiente, oltre che di tranquillità per le aziende che li producono e devono smaltirli. In questo settore siamo in presenza di un mercato presidiato totalmente da operatori, o troppo grandi e interessati a servire solo certi tipi di aziende, o di dimensioni polverizzate, con scarse o assenti strutture tecniche interne, con soluzioni di smaltimento in molti casi parziali o temporanee, ed in altri addirittura “equilibristiche”, comunque quasi sempre dipendenti da impianti di terzi.

Per questo è stato redatto un piano industriale tenendo presenti due fondamentali punti di forza;

  1. La territorialità, derivante dalla partecipazione fra i soci delle aziende di raccolta;
  2. La presenza degli impianti, sia in proprietà che in sinergia, derivante dalla presenza di soci proprietari di impianti e dalle relazioni con altri impianti che questi generano.

Questi due requisiti, sono le travi portanti del progetto perché mettono in relazione diretta i rifiuti prodotti e la loro possibile destinazione attraverso il soggetto operativo delle varie aziende di igiene urbana, CRCM, e rappresentano:

  • Sicurezza di una corretta gestione del rifiuto conferito
  • Certezza della possibilità di gestire i quantitativi annui affidati a tale gestore
  • Competenza derivante dalla capacità di gestire impianti
  • Affidabilità e correttezza operativa, essendo l’impresa a maggioranza pubblica
  • Rapporto preferenziale in quanto società avente, alla fine della catena di controllo i Comuni sul territorio dei quali hanno sede e operano le varie aziende servite.
  • Economicità derivante dal sistema tariffario proposto che mira ad incentivare una corretta gestione dei rifiuti prodotti.

CRCM è lo strumento operativo che va a collocarsi nel settore di mercato dei Rifiuti Speciali, fra i produttori e gli smaltitori.

L’azienda in numeri

Iscrizione Registro delle Imprese: 02/08/2002
Iscrizione Albo Nazionale Gestori Ambientali: FI/001437
Capitale sociale: € 3.746.090
Dipendenti al 31.12.2016: n. 8
Età media dei dipendenti:  41
Fatturato al 31.12.2016: € 3.400.000
Aziende clienti servite al 31.12.2016: > 100
Tonnellate di rifiuti gestite (2016):      30.500
Tonnellate di rifiuti avviate a recupero/riciclo (2016):      29.200
Tonnellate di rifiuti avviate a smaltimento (2016):        1.300
CRCM

L’industria del riciclo è oggi una risorsa fondamentale del sistema Paese e contribuisce in maniera sostanziale all'esigenza dello sviluppo economico e alla tutela dell'ambiente. CRCM Srl offre servizi alle imprese che, attraverso il proprio ciclo produttivo, generano Rifiuti speciali, garantendone per quanto più possibile il recupero o il corretto smaltimento.

Il nostro impianto
L'impianto di CRCM