La Vision e la Mission

Comunemente, quando si parla di rifiuti da raccogliere, da trattare, da smaltire, si sottintende sempre nel linguaggio comune gli RSU (Rifiuti Solidi Urbani), e tutta la letteratura che su questa materia si esercita, concentra unicamente su questi la discussione sulle soluzioni per ridurne la produzione, migliorarne la raccolta ed incrementarne i sistemi di trattamento e smaltimento. In realtà, a fianco di questa montagna di rifiuti urbani, che in Toscana ammonta a circa 2.500.000 tonnellate l’anno, ne crescono addirittura altre tre delle stesse dimensioni, per un totale di circa 7.500.000 tonnellate l’anno, di rifiuti speciali (RS), e rifiuti speciali pericolosi (RSP), cioè tutti quei rifiuti che le aziende che producono beni o servizi, si trovano alla fine della loro filiera produttiva. Mentre della montagna di RSU, si fa un gran parlare, senza tuttavia riuscire a creare soluzioni complessive sufficienti a garantire l’autosufficienza della nostra regione, anche se richiesta dalla normativa vigente, sulle altre tre montagne siamo di fronte ad un silenzio totale, visto che la norma invece per questa tipologia di rifiuti non prevede alcuna autosufficienza a livello territoriale, e soprattutto siamo in assenza di soluzioni complessive che prevedano una gestione ottimale di questo ciclo all’interno della nostra regione, in condizioni di rispetto del principio di prossimità e dell’ambiente, oltre che di tranquillità per le aziende che li producono e devono smaltirli. In questo settore siamo in presenza di un mercato presidiato totalmente da operatori, o troppo grandi e interessati a servire solo certi tipi di aziende, o di dimensioni polverizzate, con scarse o assenti strutture tecniche interne, con soluzioni di smaltimento in molti casi parziali o temporanee, ed in altri addirittura “equilibristiche”, comunque quasi sempre dipendenti da impianti di terzi.

Per questo è stato redatto un piano industriale tenendo presenti due fondamentali punti di forza;

  1. La territorialità, derivante dalla partecipazione fra i soci delle aziende di raccolta;
  2. La presenza degli impianti, sia in proprietà che in sinergia, derivante dalla presenza di soci proprietari di impianti e dalle relazioni con altri impianti che questi generano.

Questi due requisiti, sono le travi portanti del progetto perché mettono in relazione diretta i rifiuti prodotti e la loro possibile destinazione attraverso il soggetto operativo delle varie aziende di igiene urbana, CRCM, e rappresentano:

  • Sicurezza di una corretta gestione del rifiuto conferito
  • Certezza della possibilità di gestire i quantitativi annui affidati a tale gestore
  • Competenza derivante dalla capacità di gestire impianti
  • Affidabilità e correttezza operativa, essendo l’impresa a maggioranza pubblica
  • Rapporto preferenziale in quanto società avente, alla fine della catena di controllo i Comuni sul territorio dei quali hanno sede e operano le varie aziende servite.
  • Economicità derivante dal sistema tariffario proposto che mira ad incentivare una corretta gestione dei rifiuti prodotti.

CRCM è lo strumento operativo che va a collocarsi nel settore di mercato dei Rifiuti Speciali, fra i produttori e gli smaltitori.

CRCM

L’industria del riciclo è oggi una risorsa fondamentale del sistema Paese e contribuisce in maniera sostanziale all'esigenza dello sviluppo economico e alla tutela dell'ambiente. CRCM Srl offre servizi alle imprese che, attraverso il proprio ciclo produttivo, generano Rifiuti speciali, garantendone per quanto più possibile il recupero o il corretto smaltimento.

Il nostro impianto
L'impianto di CRCM