16 Maggio 2016

I benefici del packaging alimentare compostabile: la ricerca SDA Bocconi presentata al Cibus di Parma

Il packaging compostabile sempre preferibile, se il rifiuto alimentare incartato viene smaltito come indifferenziato, come accade attualmente nella GDO. Lo studio di Bertolini, al convegno di Comieco


“Innovazioni e Food Packaging, Scenari ed Opportunità” per verificare il rapporto tra innovazione e food packaging e le conseguenze ambientali ed economiche legate alla diffusione di un packaging più sostenibile. E’ stato il tema della ricerca presentata al convegno di Comieco, al Cibus di Parma, illustrata dal professor Francesco Bertolini, SDA Università Bocconi, per vedere l’impatto dell’innovazione del packaging, soprattutto sulle frazioni carta/cartone e organica, oggi le principali filiere dei rifiuti solidi urbani.

Il tutto anche alla luce delle ultime norme in materia, come la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 9 luglio 2015, che ha introdotto l’obbligo di raccolta differenziata della frazione organica entro il 2020 e il divieto totale di incenerimento della stessa.
 E del conseguimento dei nuovi obiettivi della Commissione Europea in materia di rifiuti, basati sull’approccio dell’economia circolare (riciclo del 70% dei rifiuti urbani e dell’80% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030 e, a partire dal 2025, il divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili). Obbiettivi che, ha dichiarato Bertolini, creerebbero 580.000 nuovi posti di lavoro.

La ricerca ha menzionato anche gli Stati Uniti dove, dopo Washington, Minneapolis, San Francisco, Oakland, Portland, Albany e Seattle, anche 
New York dal luglio 2015 ha messo al bando il polistirolo utilizzato per contenere cibo e bevande, essendo risultato impossibile creare una filiera per il riciclo.

Le problematiche del packaging alimentare legate ai rifiuti sono note: la presenza di impurità nella raccolta della carta, in particolar modo quella sporcata da residui alimentari; gli accoppiati carta+plastica scambiati per carta dal consumatore, ma non riciclabili con essa; la dispersione di residui organici che sarebbero conferibili nell’umido o, viceversa, la contaminazione della raccolta dell’organico con imballaggi plastici. Il risultato è che oggi gran parte degli imballi in carta+plastica deve essere smaltito nell’indifferenziato.

Considerando 190.000 tonnellate di cibo «sprecato» all’interno della GDO l’introduzione del packaging compostabile in questo settore potrebbe comportare l’invio a compostaggio di 190 mila tonnellate di alimenti con un risparmio economico di oltre 5 milioni di euro e tutti i benefici connessi alla filiera dell’organico in un’ottica circolare. Il dato fornito dallo studio di Bertolini ha come fonte il libro di Segrè e Falasconi, “Il libro nero dello spreco in Italia”, del 2011.

Quali sono gli imballaggi più sostenibili che possono essere introdotti? Prodotti in carta, bioplastica, poliaccoppiato carta-bioplastica, utilizzabili per i vassoi di ortofrutta, carne e pesce, per le confezioni di insalate, le vaschette per salumi, ecc. Oggi le soluzioni di pack più sostenibile esistono anche per le confezioni del burro, le coppette gelato, la carta da banco …

Lo studio della SDA Bocconi, “Innovazioni e Food Packaging, Scenari ed Opportunità”, ha esaminato i risultati ottenibili nei diversi comparti alimentari, laddove sia disponibile un’alternativa di packaging in bioplastica o carta + bioplastica o carta,  evidenziando un beneficio in termini di miglior gestione del rifiuto alimentare, sia all’interno della grande distribuzione che in ambiente domestico. Secondo le “simulazioni” condotte dallo studio della Scuola Direzione Aziendale della Bocconi, anche se spesso il cambiamento del packaging in plastica comporta un aumento del peso, vi sarebbe comunque un risparmio economico, derivante dalla migliore gestione del rifiuto. Lo studio ha esaminato prodotti come le insalate in busta (in Italia il consumo è di ben 100.000 tonn annue!), i salumi preaffettati in vaschetta, il packaging di carne, pesce ed ortofrutta.

Insomma, il packaging alimentare compostabile risulta preferibile in tutti quei casi in cui il rifiuto alimentare incartato viene smaltito come indifferenziato, come accade attualmente nella GDO,

Ecco i dati finali emersi dalla ricerca:

– un risparmio di circa 1,9 milioni di euro grazie alle mancate inefficienze

– l’invio a compostaggio di 91.737 tonnellate di packaging compostabile (che salgono fino a 142.011 tonnellate, considerando anche lo scarto alimentare della GDO)

– un aumento nell’utilizzo di carta in sostituzione al packaging plastico pari a 84.874 tonnellate (+12% circa sulla produzione di scatole e astucci in cartoncino teso)

– un aumento del mercato delle bioplastiche pari 25.292,8 tonnellate

Lo studio della SDA Bocconi conclude che “il potenziale di diffusione dei materiali compostabili sarebbe di gran lunga maggiore, rispetto a quanto emerso, in virtù di una sempre crescente attenzione all’aspetto ambientale soprattutto nell’ambito del food, come evidenziato dalle tendenze del settore biologico che negli ultimi anni è cresciuto nonostante la crisi economica”. E che se è vero che ogni anno finiscono nei mari del mondo 8 milioni di tonnellate di plastica, cambiare rotta ormai non è più solo un’opzione, ma diventa una necessità.

 

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