5 agosto 2019

Contributo ambientale (CAC) medio più caro per gli imballaggi in plastica

Rimodulate anche le quattro fasce contributive per penalizzare gli imballaggi meno riciclabili. Rivisiti i CAC per packaging in carta, poliaccoppiati e legno.


Il 1° gennaio 2020 scatteranno nuovi aumenti per il contributo ambientale (CAC) versato dai produttori e distributori di imballaggi in carta, plastica e legno. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione di Conai, valutate le richieste dei consorzi di filiera Comieco, Corepla e Rilegno.

CAC PLASTICA PIÚ CARO DAL 2020. Per gli imballaggi in materiale plastico, il Contributo ambientale medio passerà da 263 a 330 euro per tonnellata, motivato dall’aumento del 12% della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nell’ultimo anno, che ha impattato sui costi di sistema. Resteranno in vigore le quattro fasce contributive introdotte a gennaio di quest’anno, riformulate – spiega Conai – “per portare a regime un processo di diversificazione che le renda più coerenti con l’effettiva selezionabilità e riciclabilità degli imballaggi allo stato delle tecnologie attuali”. In sostanza gli aumenti colpiranno solo gli imballaggi più difficili da riciclare.

RIMODULATE LE FASCE. In particolare, resteranno invariate le prime due fasce: la A continuerà a riguardare imballaggi con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata da circuito commercio&industria, con un contributo ambientale pari a 150 euro/ton. La B1 resterà dedicata a imballaggi con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata da circuito domestico, con un contributo di 208 euro/ton.
La fascia B2, invece, diventerà quella dedicata a imballaggi con una filiera di selezione e riciclo in fase di consolidamento e sviluppo, sia da circuito domestico che da commercio&industria, e il relativo contributo ambientale sarà di 436 euro/ton. Rientrano in questa nuova fascia, per esempio, le borse riutilizzabili (con alcune eccezioni), gli erogatori meccanici, le etichette coprenti (sleeves) e non coprenti, gli imballaggi flessibili in PE e PP monomateriale o multistrati PE/PP (diversi da quelli di Fascia A), seminiere e cassette alimentari in EPS destinate al circuito C&I, tappi, chiusure e coperchi rigidi diversi da quelli di fascia A e alcuni contenitori rigidi in PP monopolimero o HDPE monopolimero di colore diverso dal nero.
Infine la fascia C, quella degli imballaggi non selezionabili o riciclabili allo stato delle tecnologie attuali, vedrà il contributo aumentare sensibilmente, da 369 a 546 euro a tonnellata.
Le liste degli imballaggi aggiornate per l’anno 2020 sono disponibili in allegato.

AUMENTI ANCHE PER CARTA E LEGNO. Il contributo per gli imballaggi in carta, competenza di Comieco, passerà da 20 a 35 euro per tonnellata. Resterà invariato il contributo aggiuntivo di 20 euro per i poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi, per i quali il contributo ambientale passerà quindi a 55 euro per tonnellata. Per gli imballaggiin carta e cartone, le ragioni addotte da Conai riguardano la forte diminuzione dei valori economici del macero e il costante incremento dei quantitativi che vengono conferiti al Consorzio.
Il contributo per gli imballaggi in legno, per i quali è competenete il consorzio di filiera Rilegno, passerà da 7 a 9 euro per tonnellata, a causa dell’aumento delle quantità conferite e della chiusura dell’unico impianto di riciclo del legno presente nel Mezzogiorno, che ha fatto aumentare i costi di trasporto del materiale verso gli impianti del Nord.

FORFETTARIE. L’aumento avrà effetto anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre con decorrenza dal 1° gennaio 2020. In particolare – ricorda Conai -, le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in euro) passeranno da 0,16 a 0,17% per i prodotti alimentari imballati e da 0,08 a 0,09% per i prodotti non alimentari imballati. Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) passerà da 65 a 85 euro a tonnellata.

[fonte: Polimerica.it]


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