17 Ottobre 2019

End of Waste, Federazione carta e grafica: passi avanti ma si può migliorare ancora

«Rendere più fluido il sistema del riciclo, eliminando gli ostacoli burocratici che lo rallentano»


La Federazione Carta e Grafica ha partecipato oggi in Commissione ambiente della Camera all’audizione sull’indagine conoscitiva sull’End of Waste (EoW e ha sottolineato che «Si stanno compiendo passi importanti per la definizione dell’End of Waste ma permangono ancora motivi di preoccupazione con la richiesta al Parlamento di un contesto normativo che supporti in modo chiaro e semplice lo sviluppo dell’economia circolare».

La Federazione Carta e Grafica rappresenta quasi 18.300 imprese con circa 172.000 addetti diretti per un fatturato complessivo di 24,9 miliardi di euro nel 2018, pari all’1,4% del PIL. Obiettivo della Federazione, costituita da Acimga, Assocarta e Assografici e Comieco e Unione Industriali Grafici come soci aggregati, guarda con molta attenzione al dibattito sull’emendamento in materia di End of Waste in discussione in Senato e Amelio Cecchini, presidente di Comieco, ha detto che «Se approvato, consentendo l’operatività delle autorizzazioni regionali caso per caso sulla base dei criteri previsti dalla nuova direttiva europea, l’emendamento sbloccherebbe la situazione di stallo determinata dalla sentenza del Consiglio di Stato del febbraio 2018 e ulteriormente aggravata pochi mesi fa dal decreto-legge sblocca cantieri. Al contempo riteniamo complesso e poco chiaro il meccanismo, previsto nell’emendamento, basato su controlli ‘a campione’ sulla conformità agli atti autorizzatori delle modalità operative e gestionali degli impianti. Temiamo che il meccanismo, anche in considerazione del numero di imprese interessate, sia in concreto inapplicabile e pertanto inefficace. Sarebbe più semplice un registro presso il Ministero dell’Ambiente, come proposto dal mondo delle imprese proprio per consentire in modo semplice e lineare le opportune verifiche”.

Grazie agli operatori della selezione e del recupero, in Italia si riciclano 10 tonnellate di carta al minuto. Un giornale rientra nel ciclo produttivo in media dopo 7 giorni, una scatola entro 14 giorni. Il risultato è che ogni anno, grazie al riciclo della carta, vengono evitate 20 discariche. Questo sviluppo è stato reso possibile dal carattere sussidiario al mercato del sistema consortile Comieco e dell’Accordo Quadro Anci/Conai che ha rappresentato una garanzia di ritiro per i Comuni italiani su tutto il territorio nazionale indipendentemente dalle condizioni di mercato. Partendo da questi dati Francesco Sicilia, direttore di Unirima, ha evidenziato che «La filiera cartaria, che traina l’economia circolare italiana, è ancora priva del decreto che deve definire le condizioni per le quali i rifiuti di carta cessino di essere tali. Il decreto del 1998 sulle procedure di recupero dei rifiuti non è più in grado di rispondere alle esigenze del settore. È più che mai urgente l’emanazione del decreto “EoW carta” per recepire ed allineare finalmente prassi e procedure agli standard merceologici europei».

All’audizione alla camera ha partecipato anche l’Unione Nazionale Imprese Recupero e Riciclo Maceri (Unirima), un’associazione autonoma nata dalla fusione di Unionmaceri e Federmacero per dare voce unitaria, promuovere e rappresentare le due anime del settore: Impianti di Recupero/ Riciclo carta e Commercianti di carta da macero. La Federazione e Unirima hanno indicato la proposta sui residui dei processi di recupero e riciclo e Massimo Medugno, direttore di Assocarta, ha spiegato che «Occorre dare loro la priorità nell’accesso agli impianti esistenti e prevedere che ciò venga regolato in sede di pianificazione regionale, dove invece troppo spesso si tiene conto soltanto dei rifiuti urbani».

Maurizio D’Adda, direttore di Assografici, ha concluso: «Rendere più fluido il sistema del riciclo, eliminando gli ostacoli burocratici che lo rallentano, è importante anche per tutto il comparto della stampa e della trasformazione. Le nostre aziende, non beneficiando di un sistema sussidiario e garantito come quello del Comieco, stanno infatti incontrando nello scenario attuale di mercato difficoltà sempre maggiori nella gestione degli scarti e degli sfridi industriali».

 

[fonte: greenreport.it]


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