Da casa o dall’azienda per saltare regole e controlli ora vanno forte i pendolari della spazzatura

IL CASO – Un fenomeno a Pisa, Lucca, Pistoia: si supera il confine comunale per gettare tutto nell’indifferenziato Dalle imprese del Macrolotto e della Piana, invece, gli abusivi usano i cassonetti di Campi Bisenzio

Dal pisano alla Lucchesia fino alla provincia di Pistoia le città in cui non esiste il «porta a porta» devono fare i conti con gli abusivi che svuotano i sacchi oltre la frontiera comunale nei cassonetti altrui dell’indifferenziata. Oltre ai singoli pendolari, ci sono anche i gruppi organizzati che scaricano i rifiuti delle aziende del Macrolotto di Prato e dalla Piana nei cassonetti di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Qui, nei sacchi neri, si trovano lattine di colla per cuoio e pelli, scarti di tessuti, materiale da conceria.

«Si rivolgono a trasportatori abusivi – spiega Piero Panerai, ispettore ambientale di Quadrifoglio, l’azienda che gestisce la raccolta nei comuni del fiorentino – invece di smaltirli a pagamento riducono il costo portando gli scarti industriali a Campi dove non c’è il porta a porta per le imprese». Una migrazione che al danno ambientale aggiunge anche la beffa, perché a Campi, lievitano i costi. «La quantità di rifiuti prodotta in città non corrisponde alla media di produzione per abitante – dice Livio Giannotti, amministratore delegato di Quadrifoglio – perché dal Macrolotto pratese c’è una trasmigrazione con organizzazioni vere e proprie che raccolgono un rifiuto spesso di origine industriale e lo portano in un altro territorio».

Così, a Campi, da gennaio a ottobre 2014 i 44 mila abitanti hanno prodotto 15 mila tonnellate di rifiuti, 3 mila in più rispetto a Scandicci e Sesto Fiorentino che di residenti ne hanno 50 mila.

Al sindaco di Crespina Lorenzana, 5.400 abitanti in provincia di Pisa a fine novembre sono saltati i nervi e su Facebook ha scritto: «Ehi tu, si dico a te, tu che sei residente nel nostro Comune e lavori fuori: si, proprio tu. Sappi che se ci porti i rifiuti della tua azienda con il furgone (perché lì hanno il porta a porta e noi per adesso no) farai un favore al tuo titolare ma lo fai pagare a noi che siamo tuoi concittadini… Mi dicono che in quanto sindaco non sta bene che io ti dia dello stronzo…». Thomas D’Addona non è affatto pentito: i volumi di spazzatura a Crepina Lorenzana sono aumentati di parecchio perché «dai comuni vicini che fanno la raccolta porta a porta vengono qui a gettare la spazzatura».

Nel 2013 i vigili hanno fatto multe per 30mila euro, da qualche giorno il Comune ha assunto delle guardie ambientali per circolare di notte a caccia dei furbetti della città accanto. I volontari raccolgono i dati dei pendolari del rifiuto e le consegnano alla polizia municipale. Sono già decine le contravvenzioni.

Multe frequenti anche a Quarrata, in provincia di Pistoia o a Coreglia Antelminelli, paesino di 5.225 abitanti in provincia di Lucca. «Siamo stati costetti a togliere alcuni cassonetti nella zona di Piano di Coreglia, al confine con Barga – spiegano dal Comune – ci sono continue segnalazioni di non residenti che lasciano lì i rifiuti». A Pisa, invece, a causa dell’abbandono della spazzatura da parte dei non residenti, il Comune spende circa 1 milione di euro in più all’anno che ricadono sulle tasse dei cittadini.

Per contrastare il fenomeno l’assessore all’ambiente Salvatore Sanzo ha dato il via a un giro di vite aumentando i controlli della polizia municipale. Da gennaio a fine ottobre sono state 124 le sanzioni per abbandono di rifiuti con multe da 500 euro.

Le mete preferite sono le zone di confine, da via del Brennero a via San Jacopo con i sacchetti portati in auto, e abbandonati, dai cittadini di San Giuliano Terme, Cascina, Vecchiano e Calci che arrivano che ogni mattina raggiungono Pisa per lavoro. «Per limitare gli abusi abbiamo attivato una convenzione con i Comuni di San Giuliano e Cascina – spiega l’assessore Sanzo – con l’utilizzo da parte dei cittadini sia di Pisa sia dei comuni limitrofi di un’area di raccolta ». Anche Pisa, comunque, sta per a passare al porta al porta. «Entro il 2015 copriremo il 40% della città e sono convinto che l’abusivismo sarà sconfitto», dice l’assessore.

(fonte: La Repubblica Firenze del 4.1.2014)