5 dicembre 2017

Le esperienze di riciclo in Toscana

Esiti del Forum promosso da Legambiente


Il tema del riciclo è stato al centro di un forum promosso da Legambiente il 24 novembre 2017 a Prato; l’evento è stata l’occasione per presentare alcune delle esperienze aziendali emergenti, per fare il quadro delle prospettive future e anche per analizzare le criticità e i punti di forza dell’economia circolare in Toscana. L’economia circolare si coniuga infatti in modo stretto alla tematica dei rifiuti e del riciclo, poiché i suoi prodotti sono progettati per durare ed essere riparati, riusati e riciclati. “Dai rifiuti – come affermato durante il Forum da Simona Bonafè, europarlamentare relatrice del pacchetto UE sull’economia circolare – si possono generare quelle materie prime di cui l’Europa scarseggia”. L’UE ha previsto dunque una serie di impegni e misure ad hoc che, in generale, tendono a prevenire la generazione dei rifiuti.

In questo contesto, come ricordato anche dal sindaco di Prato Matteo Biffoni, Prato – e la Toscana in generale – vantano eccellenze da molti anni (si vedano ad esempio le esperienze raccontate più avanti). Nonostante ciò la nostra regione risulta ancora indietro nel campo dell’economia circolare, come ha affermato l’assessore Fratoni, “scarseggiando gli impianti necessari per l’effettivo recupero di materia”.

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, ha ricordato i 107 rappresentanti delle realtà italiane che già hanno investito nel nuovo modello economico e che la scorsa primavera sono stati premiati a Bruxelles, dove si discuteva proprio l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare.

Zampetti ha inoltre sottolineato alcune questioni ancora aperte sul territorio italiano in tema di riciclo, come il ricorso ancora consistente al conferimento in discarica e all’incenerimento, la raccolta differenziata – strumento centrale per il riciclo – ancora indietro in molte parti del paese, la scarsa diffusione della tariffazione puntuale, la mancanza di impiantistica seria per il recupero ed il riciclo (vedi ad esempio impianti a servizio della frazione organica), la necessità di una politica nazionale che coordini le singole esperienze locali.

Nella prima sessione del Forum, dedicata allo status e alle prospettive future del riciclo in Toscana, hanno portato la loro esperienza Alia, gestore unico dei servizi ambientali della Toscana centrale, e REVET, l’azienda toscana che raccoglie, seleziona e avvia al riciclo 5 materiali (plastiche, alluminio, acciaio, vetro, poliaccoppiati come il tetrapak) derivati dalle raccolte differenziate.

Alia interviene nelle filiere dei diversi materiali dalla raccolta fino alla valorizzazione finale, con l’obiettivo del massimo riciclo di materia e dell’utilizzo di materie prime seconde sostitutive su scala industriale. Livio Giannotti, amministratore delegato della società, si è augurato che la normativa comunitaria in tema di economia circolare venga recepita in Italia nel modo più semplice possibile, così da consentire investimenti efficaci e l’offerta di prodotti competitivi.

Alessandro Canovai di REVET ha posto l’accento sulla necessità di educare ed aiutare il cittadino a “produrre” un rifiuto differenziato sempre migliore: sul totale dei rifiuti conferiti nel multimateriale, infatti, lo 0,91% è ancora rappresentato da parti estranee; tra queste, la frazione organica è ancora tanta e questo rappresenta un costo notevole per gli impianti. La società è quindi impegnata con specifiche campagne di comunicazione sugli errori di conferimento e sui costi gestione di questi errori (vedi piattaforma Toscana ricicla).

Ricorda poi due nodi su cui occorre ancora lavorare e trovare soluzioni a livello normativo e tecnico:

  • il 45% di multimateriale nasce come non riciclabile all’origine;
  • ogni processo ed ogni impianto produce residuo (scarto) che deve essere per forza smaltito.

Nella seconda sessione è stata data la parola alle esperienze aziendali che operano sul territorio.

Tra le diverse iniziative di Unicoop Firenze in tema di riciclo, accanto ai punti di raccolta oli vegetali usati e all’offerta di prodotti sfusi (detersivi, vino, cibo animali, cereali, caffè), si ricordano in particolare:

  • la campagna Buon Fine, attraverso cui nei supermercati si riescono a recuperare e donare ad associazioni di volontariato ogni anno più di 2 milioni di prodotti alimentari buoni e non più vendibili, che altrimenti andrebbero nel cassonetto;
  • il 70% di chi fa la spesa in Unicoop Firenze usa borse o scatole riutilizzabili; anticipando la normativa nazionale, il supermercato ha inoltre introdotto già dal mese di giugno 2017 il Mater-bi di IV generazione che verrà utilizzato per i sacchetti dei reparti macelleria e pescheria e sostituirà il precedente Mater-bi già in uso per i sacchetti spesa e nel reparto ortofrutta;

Una parte dell’acqua depurata da GIDA viene restituita alle aziende della città di Prato (tintorie, rifinizioni, autolavaggi, ecc.), che la impiegano nei loro processi industriali. L’acquedotto industriale di Prato consente così di preservare il consumo di acqua di falda; le industrie utilizzano l’acqua di riciclo e dopo avere effettuato le loro lavorazioni rinviano in fognatura l’acqua che ricomincia il ciclo completo della depurazione. L’azienda, tra il 1998 e il 2016, ha restituito quasi 80 milioni di m3 di acqua attraverso la sua rete di distribuzione; ma perché non pensare, come proposto dal DG dell’azienda Ferretti, all’uso di acqua di riciclo anche per usi sanitari?

L’unica esperienza fuori regione presentata è quella della start up veneta Riciclia. Al centro del suo sistema vi sono gli ecocompattatori che selezionano e compattano plastica e alluminio riducendone il volume fino all’80%. I cittadini che conferiscono bottiglie in plastica, flaconi e lattine in alluminio presso gli ecocompattatori (detti anche Riciclia Point) ricevono in cambio buoni sconto per fare la spesa o agevolazioni sulle tasse, in accordo con le pubbliche amministrazioni. Il sistema permette infatti di tracciare e registrare gli utenti e quindi le loro abitudini.

L’associazione AS.T.R.I (associazione tessile riciclato italiana) è nata nel distretto tessile pratese per tutelare il ciclo del tessile rigenerato, una pratica di economia circolare tra le più antiche del mondo.
Il procedimento di rigenerazione comincia con il recupero di tessuto o maglia dai ritagli di confezione e dagli indumenti usati (stracci) che vengono selezionati per colore, finezza e qualità e avviati al processo di lavorazione che li trasformerà da scarti in materia prima rigenerata. Quest’ultima viene utilizzata per avviare il processo produttivo che porterà ad un nuovo tessuto. Il processo del tessile rigenerato è raccontato in un interessante video.

Tra le varie attività di cui si occupa DIFE, nata come impresa per il recupero di carta da macero, scarti di plastica e rottami ferrosi, vi è anche il riciclo. Il core-business dell’azienda è rivolto al riutilizzo e smaltimento dei rifiuti industriali speciali, pericolosi e non pericolosi, gestiti nei suoi tre impianti di trattamento in Toscana.

Manifattura Maiano produce feltri, imbottiture e tessili tecnici per vari mercati ed applicazioni (arredamento, calzature, etc..), utilizzando lo scarto tessile che non è “buono” per produrre il cardato riciclato. I prodotti di riciclo, come è stato sollevato da Sara Casini dell’azienda fiorentina, rimangono purtroppo ancora prodotti di nicchia, poiché non esiste un vantaggio economico per chi li compra: si dovrebbe perciò monitorare e promuovere maggiormente il consumo di questi oggetti attraverso specifiche politiche e strategie (es. costo minore per un prodotto riciclato), dal momento che il consumatore è la vera leva dell’economia. Viene sollevato, infine, il problema della scarsa applicazione degli acquisti verdi nella pubblica amministrazione: difficilmente infatti si registrano acquisti di questi prodotti da parte della PA.

Green Evolution, azienda di scouting e networking sui temi della Green-Economy, si occupa di sviluppo e promozione di materie prime e semilavorati di origine vegetale e biodegradabili, progettazione e sviluppo industriale di prodotti monouso in particolare destinati alla salute e al benessere delle persone e dell’ambiente (imballaggi e tecnologie per la conservazione degli alimenti) e promozione di tecnologie innovative per la valorizzazione del fine vita dei prodotti e delle risorse naturali.

Infine, Bisbag è un’azienda fiorentina che produce pelle riciclata da scarti e Rifò, invece, una giovane start-up del distretto tessile pratese che trasforma gli scarti di lana cashmere in un filato che conserva la qualità di un filato vergine.

Nel pomeriggio, i rappresentanti di Autorità idrica Toscana (AIT), ARPAT, Confindustria, CGIL, Comune di Prato e Legambiente hanno discusso e analizzato “luci e ombre” dell’economia circolare.

Da parte sua l’amministrazione comunale ha lanciato l’appello per una norma nazionale che permetta e faciliti il riuso dello scarto, come quello proveniente dal distretto tessile. Su questa scia anche l’intervento di Confindustria che ha chiesto norme a supporto delle imprese impegnate nel riciclo e nell’economia circolare, perché possano essere competitive ed uscire così da un mercato ancora di nicchia.

Alessandro Mazzei, DG di AIT, ha introdotto la questione dei fanghi di depurazione, ovvero i prodotti della depurazione idrica che si prestano ad essere utilizzati in agricoltura, anche se la mancanza di norme aggiornate a livello nazionale rendono oggi difficile tale pratica in Toscana.

Il Direttore generale di ARPAT, ricordato come l’economia circolare sia ormai una necessità, piuttosto che un’opportunità, ha messo in evidenza come lo sviluppo della stessa dipenda fondamentalmente sia dalla credibilità del sistema del riuso/recupero (che deve garantire prestazioni ambientali sicure da parte degli operatori) sia dalla chiarezza delle norme, soprattutto in materia di rifiuti.

Si è soffermato, poi, sul ruolo del nuovo Sistema nazionale delle agenzie ambientali (SNPA), che può essere determinante nel contribuire, in tempi compatibili alle esigenze del sistema produttivo, a definire una lettura applicativa delle norme, condivisa a livello nazionale.

[fonte: arpatnews.it]


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L’industria del riciclo è oggi una risorsa fondamentale del sistema Paese e contribuisce in maniera sostanziale all'esigenza dello sviluppo economico e alla tutela dell'ambiente. CRCM Srl offre servizi alle imprese che, attraverso il proprio ciclo produttivo, generano Rifiuti speciali, garantendone per quanto più possibile il recupero o il corretto smaltimento.

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