3 Marzo 2015

Packaging e riciclo: quanto conta la Gdo. Il punto di vista di Comieco


Il packaging non è soltanto un’arma di marketing che tuttora attira l’attenzione del consumatore su un prodotto o su un altro posti sullo stesso scaffale.

E’ anche una variabile fondamentale quando si parla di riciclo. Spesso i prodotti si presentano con una quantità di imballaggio visibilmente in eccesso e anche la Gdo nel prossimo futuro potrebbe avere un ruolo chiave nella diffusione di pack più sostenibili.

Abbiamo chiesto un parere ad Eliana Farotto, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Comieco.

Packaging come strumento di marketing: nell’era dei social network e del passaparola online possiamo ancora dire che, alla fine, quando il consumatore si trova davanti agli scaffali “si fa convincere” dalle confezioni graficamente più creative e con più appeal?

Certamente, ma sarebbe riduttivo confinare la questione alla sola piacevolezza estetica. L’aspetto di una confezione, ma soprattutto la sua funzionalità sono elementi condizionano la scelta di acquisto. Il consumatore è infatti sempre più attento al tema della sostenibilità. Un packaging facilmente riutilizzabile e riciclabile, trasmette sicuramente un’immagine molto positiva al consumatore, favorendo la scelta o meno di un dato prodotto. Per quanto riguarda le aziende, il packaging fa ormai parte della pianificazione commerciale e della definizione del budget di marketing, ed è uno tra i più efficaci strumenti di comunicazione: la confezione infatti veicola informazioni, aiuta a prendere decisioni e crea fiducia. Il pack determina fondamentalmente se un prodotto viene percepito come “amico dell’ambiente” o di alta qualità, insomma, ne costituisce il primo biglietto da visita sotto differenti punti di vista.

Molti prodotti sono venduti con una quantità di imballaggio in eccesso. Oltre ad invitare il consumatore a differenziare o riciclare, come spingere le aziende ad una svolta verso confezioni minimal? E quale potrebbe essere il ruolo della Gdo?

In realtà l’imballaggio ha sempre una sua funzione ben precisa: bisogna infatti considerare tutti i passaggi che un determinato prodotto compie dalla fabbrica allo scaffale del negozio, e in tutti questi step la sua integrità e la sua “sicurezza” deve essere preservata al massimo. In questo scenario le confezioni rivestono un ruolo fondamentale. il primo passo sicuramente è fare “gioco di squadra”, un approccio che deve coinvolgere tutti gli attori della filiera, definendo un linguaggio comune che possa rendere efficace la cooperazione tra produttori, aziende utilizzatrici, grande distribuzione e comparto logistico. Un pack sostenibile tiene conto ad esempio della scelta di materiali provenienti da fonti rinnovabili, un design in grado di soddisfare i nuovi criteri di mercato, una produzione con tecnologie pulite, una maggiore attenzione al riciclo.

In quale direzione si sta muovendo il Club Carta e Cartoni di Comieco? Quali sono i prossimi passi per sensibilizzare sul tema?

Attraverso il Club Carta e Cartoni, Comieco ha individuato un referente strategico cui comunicare le ultime innovazioni in fatto di packaging sostenibile: l’azienda utilizzatrice. L’obiettivo è quello di informare, aggiornare e fornire ai professionisti delle aziende strumenti utili per il proprio lavoro in tema di imballaggi. Con il Club Carta e Cartoni ci rivolgiamo in particolare ai responsabili marketing, packaging, ai responsabili qualità, ai direttori acquisti di grandi società o piccole imprese di ogni ordine e categoria, dall’alimentare alla cosmetica. Ad oggi contiamo 200 aziende iscritte, tra cui i più importanti nomi dell’industria italiana. Il nostro lavoro si traduce nell’invio di materiali di aggiornamento, pubblicazioni, networking, attività formative: tra i prossimi step stiamo organizzando un webinar sull’evoluzione del packaging tra passato, presente e futuro, con un occhio di riguardo al tema dell’e-commerce. Nel mese di aprile siamo invece a disposizione delle aziende che desiderano conoscere da vicino come funzionano le cartiere o le piattaforme, con visite guidate in occasione di “Riciclo Aperto”.

Possiamo riportare qualche dato, ad esempio sulle percentuali di riciclo, per meglio illustrare la situazione?

Parlando nello specifico di carta, cartone e cartoncino, nel 2013 su 4,1 milioni di tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo in Italia, 3,5 milioni di tonnellate sono state avviate a riciclo. 9 imballaggi cellulosici su 10 sono stati recuperati e riciclati. Ci aspettiamo che questi dati in merito alla raccolte differenziata degli imballaggi cellulosici crescano ulteriormente grazie all’impegno di tutta la filiera e dei cittadini.

(fonte: http://www.greenbiz.it)


CRCM

L’industria del riciclo è oggi una risorsa fondamentale del sistema Paese e contribuisce in maniera sostanziale all'esigenza dello sviluppo economico e alla tutela dell'ambiente. CRCM Srl offre servizi alle imprese che, attraverso il proprio ciclo produttivo, generano Rifiuti speciali, garantendone per quanto più possibile il recupero o il corretto smaltimento.

Il nostro impianto
L'impianto di CRCM