16 Gennaio 2020

Plastics tax, riciclo e bioplastiche

In merito all’applicazione della nuova imposta sulla plastica, Assorimap perplessa sulla decisione di promuovere i materiali compostabili e chiede di porre attenzione alle importazioni.


In un ‘position paper‘ pubblicato nei giorni scorsi sulla plastics tax di 0,45 euro a tonnellata destinata a colpire gli imballaggi monouso (MACSI) recentemente approvata dal Governo nell’ambito della manovra di Bilancio (leggi articolo), l’associazione italiana dei riciclatori di plastiche Assorimap ha confermato la sua contrarietà al provvedimento pur esprimendo soddisfazione per l’esenzione alle materie plastiche provenienti da processi di riciclo.

L’associazione ribadisce le sue perplessità sullo scopo dell’imposta che – secondo quanto dichiarato dai promotori – è stata istituita per “promuovere la sostenibilità dell’ambiente”, mentre gli introiti non saranno destinati ad iniziative green, eccezion fatta per deboli misure destinate alla riconversione produttiva di impianti per lavorazione di materiali “che non hanno ancora un sistema di filiera di raccolta/riciclo efficace e fattivo”.

In particolare – si legge nel documento – “Assorimap esprime tutte le proprie perplessità sulle scelte operate per promuovere i materiali compostabili, su cui persistono notevoli criticità:

  • deficit di ripresa in un sistema nazionale tra l’altro inefficiente per la carenza di impianti specifici (non è un materiale che si autoelimina a livello aerobico e va conferito correttamente);
  • assenza di una filiera efficiente (raccolta, selezione, riciclo);
  • alto livello di scarto nei processi industriali di compostaggio (tecnologia incapace di compostare nello stesso arco temporale di processo materiali leggeri e pesanti);
  • elevate quantità di plastiche compostabili conferite nei flussi delle plastiche tradizionali che causano perdita di valore e costi aggiuntivi al settore del riciclo delle plastiche tradizionali”.

Per quanto concerne, invece, l’esenzione per le plastiche riciclate, i riciclatori sottolineano la necessità di qualificare meglio la definizione di “processo di riciclo”, suggerendo di prendere come riferimento l’Allegato C del D.lgs. 152/2006 – Codice R3 – e le norme tecniche UNI sul riciclo della plastica serie 10667.

In tema di controlli, affidati all’Agenzia delle Dogane, Assorimap ritiene sia necessario porre attenzione, in modo particolare, “alle importazioni dall’estero e alle procedure di verifica dell’effettiva provenienza dei materiali da processi di riciclo condotti con standard paragonabili a quelli utilizzati dai riciclatori italiani”. Il rischio è che, “invece di favorire aziende industriali che riciclano le plastiche nel pieno rispetto dei dettami ambientali e di sicurezza come quelle rappresentate da Assorimap, questa norma favorisca l’importazione di materiali di dubbia origine da Paesi nei quali i processi di riciclo sono difficilmente dimostrabili e/o ambientalmente dannosi”.

[fonte: Polimerica.it]


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