25 Luglio 2014

Recupero di pneumatici: risparmiata energia per una città

Dai dati del Green Economy Report di Ecopneus emerge la misura dei vantaggi prodotti dal riciclo: 3,2 miliardi di chilowattora, l'equivalente del consumo medio annuo di 90 mila italiani


Oltre 247 mila tonnellate di rifiuti potenzialmente pericolosi trasformati in materiali utili e in energia. Un risparmio netto di 3,2 miliardi di chilowattora, l’equivalente del consumo medio annuo di 90 mila italiani (la popolazione di Lecce). Un taglio di emissioni serra pari a 347 mila tonnellate (come se una città grande come Trapani diventasse improvvisamente carbon free). Un import evitato di materie prime di 110 milioni. E’ il bilancio di un anno di attività che emerge dal Rapporto di sostenibilità di Ecopneus, la società senza fini di lucro che si occupa del riciclo degli pneumatici.

Un recupero che da un lato consente di evitare l’importazione di materie prime preziose come gomma, rottame di acciaio e minerale di ferro, combustibili, additivi. E dall’altro di reinvestire in imprese che producono occupazione in Italia (689 posti di lavoro) soldi che altrimenti finirebbero in acquisti all’estero. “Con la nostra azione evitiamo l’abbandono di pneumatici che possono andare a inquinare il nostro territorio o finire nei canali delle ecomafie diretti verso l’esportazione illegale e dunque dal punto di vista ambientale il risultato raggiunto è senza dubbio importante”, racconta il direttore di Ecopneus, Giovanni Corbetta. “C’è ancora un progresso da fare sotto il profilo economico perché in Italia le barriere culturali e burocratiche rallentano l’utilizzo della gomma ottenuta dalla lavorazione degli pneumatici fuori uso, ad esempio asfalto e pavimentazioni sportive”.

“Il modello Ecopneus – afferma Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, “è un esempio virtuoso di come si possa creare occupazione e valore aggiunto per il paese puntando sul riciclo di materia e sul recupero di energia da prodotti arrivati al loro fine vita. Applicando l’approccio scientifico scelto dalla Fondazione per i Green Economy Report, per la prima volta è stato possibile fornire una misura degli impatti ambientali, sociali ed economici connessi alle attività di raccolta, trasporto e trattamento degli pneumatici abbandonati e del contributo della filiera alla transizione verso una green economy in Italia”.

La presentazione del rapporto cade a un anno dalla firma del protocollo per la messa in sicurezza degli pneumatici abbandonati nella Terra dei Fuochi: 8.500 tonnellate recuperate da Ecopneus nelle province di Napoli e Caserta.

fonte: repubblica.it


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