15 Maggio 2020

Riciclo: associazioni di categoria in pressing

Iniziativa di Assofermet, Unirma e Assorimap: «Le imprese indicano la strada per l'economia circolare»


Norme di fiscalà ambientale, incentivazione ai mercati di sbocco delle materie prime secondarie, burocrazia più snella e normativa semplice e chiara. Le imprese del riciclo indicano la strada per il rilancio dell’economia circolare.

Le associazioni di categoria Unirma, che rappresenta il comparto industriale degli impianti di raccolta, recupero, riciclo e commercio della carta da macero; Assofermet, che rappresenta gli Impianti di raccolta, recupero, riciclo e commercio di rottami metallici ferrosi e non ferrosi e Assorimap in rappresentanza dei riciclatori e rigeneratori di materie plastiche; hanno firmato un Protocollo di intesa e lanciato il primo Manifesto delle “Associazioni del Riciclo a sostegno dell’Economia Circolare”, che può essere consultato cliccando sull’icona Riciclo: associazioni di categoria in pressing.

Il documento, spiegano le tre associazioni in una nota congiunta, è «un chiaro appello alle Istituzioni, e a tutti gli italiani che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile, per dare un nuovo impulso a un comparto essenziale dell’industria del nostro Paese che ha bisogno di risollevarsi dalla grave crisi generata dal Covid-19. L’Italia ha davanti a sé la sfida della Green Economy in cui il settore del riciclo gioca un ruolo decisivo. Il settore, fondamentale per lo sviluppo dell’economia del Paese, conta circa 45.000 addetti e 4.000 impianti su tutto il territorio nazionale con un fatturato di oltre 20 miliardi di euro».

Nel manifesto vengono richiesti «interventi normativi per creare le condizioni strutturali che permettano la concreta attuazione dei principi dell’economia circolare, fra tutti, la semplificazione del quadro normativo e amministrativo, sia a livello nazionale che regionale, maggiori investimenti nell’innovazione tecnologica e per il trattamento degli scarti di lavorazione non riciclabili».

Tra le proposte avanzate, l’adozione di incentivi per sopportare la competitività e lo sbocco delle materie prime secondarie, incoraggiando gli acquisti verdi “Green Public Procurement” e l’introduzione di quote minime per l’inclusione di materiale derivante da riciclo nei nuovi beni oltre a norme di fiscalità ambientale con misure premianti per i consumi sostenibili.

 

[fonte: siderweb.com]

 


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